EFSS, N. 178 - 180

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21) LA BATTUTA IN SALTO NELLA PALLAVOLO. Analisi cinematica del gesto tecnico.
MERNI FRANCO, LOBIETTI ROBERTO

Lo scopo principale di questo lavoro è quello di mettere a punto un metodo obiettivo e standardizzato di analisi biomeccanica della battuta in salto della pallavolo, cioè individuare le variabili più interessanti del gesto sportivo che permettano anche il confronto di soggetti con prestazioni diverse. Per studiare l’attendibilità sono stati confrontati i dati dello stesso soggetto tecnicamente evoluto in due diverse analisi ottenendo risultati molto simili nelle due prove. Sono state studiate 48 variabili suddivise nei seguenti raggruppamenti: 1) spostamenti del corpo in toto riferiti al baricentro; 2) cinematica del corpo in toto riferita al baricentro; 3) valori angolari del tronco e degli arti inferiori; 4) valori angolari dell’arto superiore che colpisce la palla; 5) cinematica lineare dei punti articolari dell’arto che colpisce la palla; 6) rapporti arto superiore e palla al momento del colpo. Molte variabili studiate risultano di notevole interesse per una migliore comprensione della tecnica di questo fondamentale. Confrontando i diversi soggetti è possibile scoprire strategie motorie diverse che non sempre risultano ottimali dal punto di vista biomeccanico come per esempio il colpire la palla nella fase discendente del volo. La correlazione più elevata (r = 0.975) è stata trovata tra picco di velocità orizzontale dell’atleta e velocità orizzontale di uscita della palla ad indicare come i movimenti del corpo in toto siano importanti nel determinare una elevata velocità della palla.
ricerca + pallavolo + battuta in salto + biomeccanica
EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 17-27.

22) PALLAVOLO E AEROBICA. L’impiego dell’aerobica per una proposta metodologica finalizzata al miglioramento della coordinazione e delle capacità attentive nella pallavolo.
CASADEI SILVA

Il presente lavoro è una proposta operativa per il miglioramento della coordinazione di una squadra di pallavolo femminile under 14, che sfrutta le peculiarità della ginnastica aerobica, attraverso l’uso della musica e la ripetizione dei movimenti, per facilitare e motivare all’apprendimento di gesti specifici della disciplina, applicando la capacità di trasferimento e di adattamento motorio.
coordinazione + ginnastica aerobica + pallavolo + musica + adattamento
EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 28-32.

23) EQUITAZIONE PER SOGGETTI NON VEDENTI. Esperienze per lo sviluppo di una metodologia didattica adattata.
RAVAIOLI ANGELA, RAVAIOLI CARLO

Questo articolo è il risultato del lavoro degli operatori dell’Associazione no-profit ‘Il Paddock’ di Bologna impegnati nel “Progetto Integrazione”, che vede applicate le tecniche di Riabilitazione Equestre ed equitazione adattata a utenti ipo-non vedenti. Nei moduli riportati, viene descritta la metodologia applicata in previsione del raggiungimento di una autonomia in sella.
cavallo + disabile + ipo-vedente + non vedente + autonomia + relazione EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 33-40.

24) CAPACITA’ COORDINATIVE E CREATIVITA’. Percorsi grafici e motori.
CALAVALLE ANNARITA
Il materiale raccolto, e che si propone in parte attraverso queste pagine, è il risultato di un “esperimento” portato avanti per diversi anni con gli allievi del Liceo “Raffaello” di Urbino. Ci si è posto come primo obiettivo, lo sviluppo delle capacità coordinative e la destrezza generale, affrontando inizialmente quel che riguarda soprattutto la motivazione, data l’età dei ragazzi. La soluzione è stata ricercata nel dare spazio alle loro proposte, lasciandogli la gestione delle proposte, dopo aver definiti gli obiettivi. A questo scopo, il lavoro è organizzato per gruppi che si “sfidano” proponendosi compiti motori che richiedono capacità di coordinazione tali da mettere in difficoltà i propri compagni. In questo modo si è perseguito anche il secondo obiettivo: avviare il giusto meccanismo, non sempre facile, di interazione e collaborazione all’interno dei gruppi. I gruppi si sono formati spontaneamente, ma a volte questo non è bastato, dato che i ruoli non sempre erano compresi e rispettati. Questo ha portato spesso ad una analisi dei rapporti interpersonali e del significato di lavoro di gruppo. Oltre ai risultati positivi riferiti al primo e secondo obiettivo, il terzo è quello che ritengo più interessante, soprattutto perché è stato raggiunto a sorpresa: stimolare la fantasia motoria e grafica e la loro creatività. La risposta pronta e divertita dei ragazzi, dimostra come i loro bisogni sono più “tradizionali” e semplici di quanto si pensi. Il prodotto finale, e il percorso attraverso il quale siamo arrivati a definirlo insieme, possono quindi fornire spunti per l’attuazione di un modulo didattico, che stimola la creatività, oltre alla realizzazione grafica delle proprie idee. Chi abbia avuto esperienze di insegnamento nella fascia degli adolescenti, saprà come spesso gli stereotipi riferiti ai giovani di tutti i tempi sono confutabili. La difficoltà di comunicazione tra il loro mondo e quello degli adulti, dei professori, si riduce notevolmente quando dall’altra parte c’è il vero desiderio di entrare in contatto con loro, dimostrando passione per quello che si propone e disponibilità a mettersi in discussione.
capacità coordinative + percorsi a tappe + creatività + produzione grafica + fantasia motoria + collaborazione
EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 41-48.

25) MOTRICITA’ E RIFLESSI POSTURALI. Uno studio di correlazione nell’età evolutiva.
TULLI ANGELO, BOTTI FABIO
Il presente studio intende confrontare i tempi di latenza elettromiografica (EMG), prodotti da perturbazioni controllate dell’equilibrio, su giovani soggetti, in piedi su piattaforma dinamica, con i risultati di un taping degli arti inferiori (prova di pura abilità motoria). In particolare, verificare l’ipotesi che esista una relazione tra le risposte a lunga latenza (M3) e quello delle funzioni motorie superiori.
ricerca + latenza + elettromiografia + abilità motoria + risposte a lunga latenza
EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 49-53.

26) SOCIALITA’ E AUTOEDUCAZIONE. Il rispetto delle regole nell’ultimate frisbee.
VALENTINI MANUELA, FEDERICI ARIO
Il gioco dell’Ultimate racchiude in sé vari aspetti educativi, in cui, attraverso l’impegno, la scoperta, la costanza, il ragazzo sviluppa creativamente tutte le proprie doti e coglie meglio limiti e capacità personali, ponendosi in un rapporto di rispetto nei confronti dei propri compagni e degli avversari. L’Ultimate dispone alla gioia, all’entusiasmo, alla distensione, alla fiducia dopo ogni insuccesso, all’accettazione e al completamento di sé e degli altri. Ciascun giocatore, assumendosi le proprie responsabilità nelle situazioni di gioco, diventa giudice di se stesso, raggiungendo così un importante obiettivo pedagogico dell’Ultimate: l’autoeducazione.
ultimate + responsabilità + lealtà sportiva + autoeducazione
EFSS, N. 178-180, Luglio-Dicembre 2002, 54-61.

Inserito da redazione on Mer, 08/01/2003 - 16:55 in